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ceramica

realizzata da Tintori e conte-

nente le urne con le ceneri dell’artista

e della moglie.

Il complesso è stato donato nel 1988 da

Tintori al Comune di Prato e da allora

è gestito dall’Associazione “Laborato-

rio per affresco Elena e Leonetto Tin-

tori” che si occupa di portare avanti le

attività di studio e ricerca proprie della

struttura.

Per comprendere l’importanza della

casa museo è necessario conoscere la

figura di Leonetto Tintori, personaggio

di rilevanza internazionale, sia per ciò

che riguarda l’attività di restauro di af-

freschi, sia per le sue conoscenze sulla

tecnica della pittura murale e sulla ce-

ramica artistica, messe a totale servi-

zio della scuola da lui fondata.

Tintori nacque a Prato nel 1908 e ver-

so i 18 anni approdò alla “Scuola d’Ar-

te e Mestieri Leonardo”, ambiente nel

quale conobbe Elena, futura moglie e

compagna di vita e d’arte. Autodidatta,

iniziò la sua attività come decoratore

d’interni, continuando lo studio del-

la pittura e frequentando artisti come

Ardengo Soffici e Ottone Rosai. Il so-

dalizio con Soffici ebbe lunga durata e

fu ricco di esperienze, come la ricerca

su stili e tecniche dei pittori antichi, da

Giotto fino al Lippi e Masaccio. Insieme

agli artisti pratesi Oscar Gallo, Quinto

Martini, Gino Brogi, la moglie Elena, e

più tardi anche Arrigo Del Rigo e Giulio

Pierucci, fu protagonista del gruppo

conosciuto come la

“Scuola di Prato”.

Verso gli anni ’30 indirizzò il suo stu-

dio verso la tecnica dell’affresco e ini-

ziò la sua attività di restauratore che lo

avrebbe visto indiscusso protagonista

dei principali interventi sui grandi cicli

di pitture murali medioevali e rinasci-

mentali, come quelle di

Filippo Lip-

pi nel Duomo di Prato

, di

Piero della

Francesca ad Arezzo

, di

Giotto a Pado-

va e Firenze

, di

Masaccio

e altri. No-

tevoli anche le operazioni di restauro

e di conservazione compiute all’este-

ro: nelle piramidi egiziane, nei templi

Maya in Messico, in Giappone e Corea.

Alla fine degli anni ‘70, ritiratosi dalla

professione attiva, pensò di realizzare

una scuola-laboratorio dove affiancare

teoria e pratica secondo il modello del-

la “bottega” medievale. La sua casa fu

attrezzata a scuola d’arte e fu da subito

frequentata da giovani italiani e stra-

nieri. In questa ultima impresa Tintori

riversò le sue intere risorse profes-

sionali, umane ed economiche, per lo

scopo da lui stesso voluto e pensato

da tempo: “nel laboratorio di Vainella

non si deve insegnare l’arte del restau-

ro vero e proprio ma la ricerca dell’e-

spressività della tecnica”.

Nelle moderne aule didattiche i visita-

tori possono approfondire la conoscen-

za della pittura murale (principalmen-

te l’affresco, ma anche il graffito, lo

stucco lucido, l’encausto e la scagliola)

e della ceramica artistica, attraverso

laboratori di varia durata e di vario li-

vello di difficoltà appositamente perso-

nalizzati per le richieste dell’utenza.

La Casa Museo è aperta per visite gui-

date su appuntamento con possibilità

di abbinamento ai laboratori didattici.

La struttura fa parte dell’Associazione

Nazionale “Case della Memoria”, rete

museale che unisce case di artisti,

scrittori e personaggi famosi nelle arti

e nelle scienze.

Orario

Le visite sono su prenotazione.