Table of Contents Table of Contents
Previous Page  4-5 / 29 Next Page
Information
Show Menu
Previous Page 4-5 / 29 Next Page
Page Background

4

5

A Vernio fino a trent’anni fa il rumore dei

telai scandiva il tempo durante la gior-

nata e i racconti di vita si mescolavano

inevitabilmente ai fili, all’odore di gras-

so, alla sensazione morbida del tocco di

un tessuto cardato.

Il museo MuMaT raccoglie

le tracce del

passato industriale della Val di Bisen-

zio

, conserva una serie di macchina-

ri tessili, di epoche diverse (dalla fine

dell’800 alla metà del XX secolo), impie-

gati nel processo di rigenerazione delle

lane.

L’edificio stesso - oggi trasformato in

Centro polivalente e Museo - racconta

la storia del territorio: sorge infatti nel

sito e negli spazi di un antico mulino,

trasformato poi in fabbrica, dove hanno

lavorato generazioni intere, dalla fine

dell’Ottocento, passando per gli anni del

fascismo, la guerra, la ricostruzione,

fino agli anni Ottanta del secolo scorso.

MuMaT - Museo delle Macchine Tessili

Via della Posta Vecchia

59024 Vernio Loc. Mercatale (PO)

Tel. 0574 931067 – 931011

eventi

@ bisenzio.it

Accessibile

Gratuito

Foto

Visite guidate

Sala conferenze

Parcheggio

Attività didattiche

su prenotazione

Raggiungibile

con mezzi pubblici

MuMaT-Museo

delle Macchine Tessili

Vernio

Gli stessi mattoni e le pietre del MuMaT

racchiudono la memoria del tempo,

così come il fiume che vi scorre accanto,

il Bisenzio, primo motore dello sviluppo

industriale.

Tutto ebbe

inizionel 1813,

quandoFran-

co Meucci costruì nel centro di Mercata-

le, di fianco all’antico ponte romano, un

mulino a due macine con gora e margo-

ne, che rimase attivo senza interruzioni

per tutto il secolo.

Nel 1897 Amerigo

Meucci

, nipote di Franco, decise di ag-

giungere all’attività molitoria, quella di

un carbonizzo per la rigenerazione de-

gli stracci, secondo un processo molto

comune nella tradizione tessile prate-

se che vedeva molte fabbriche nasce-

re vicino a mulini. L’attività industriale

ebbe poi il sopravvento: negli anni Venti

furono

ampliati i locali destinati alla

lavorazione della lana, fu costruita la

ciminiera e installata una turbina, an-

cora oggi visibile

. Da piccola azienda

(nel 1903 si contavano dodici operai) si

trasformò a partire dagli anni Trenta in

un’impresa moderna, con sei filande e

un’ottantina di dipendenti. La fabbrica

subì poi alterne vicende fino alla chiu-

sura nel 1988.

Dopo importanti lavori di restauro, il

museo è stato aperto al pubblico nel

2008. Al suo interno è conservato un

telaio manuale ligneo a licci risalente

alla fine del XIX secolo

, una

carda dei

primi del Novecento

e un

filatoio degli

anni Cinquanta

dell’azienda pratese Bi-

gagli.

Il percorso museale segue le più impor-

tanti

fasi di lavorazione del processo

produttivo

delle lane rigenerate, par-

tendo dallo straccio fino al prodotto fi-

lato.