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trovavano il refettorio e l’appartamento

dell’abate, si sviluppa il percorso espo-

sitivo che illustra, attraverso

reperti ar-

cheologici

e

opere d’arte sacra

, la vita

quotidiana dei monaci e la loro funzione

religiosa, economica e sociale.

L’allestimento si divide idealmente in

due parti:

Il tempo del lavoro

e

Il tem-

po della preghiera

. Esse documentano

gli aspetti principali della vita monastica

così come emergono dalla regola di S.

Benedetto che prevede un’equa divisio-

ne della giornata fra il lavoro - sia ma-

nuale che intellettuale - e la preghiera,

secondo il motto

ora et labora

.

I

reperti archeologici

, primo nucleo

dell’allestimento museale, sono venuti

alla luce nelle varie

campagne di scavo

durante i recenti interventi di restauro.

Numerosi gli esempi di ceramica acro-

ma e maiolica da mensa, ma la collezio-

ne complessivamente abbraccia un arco

cronologico che va dal periodo romano

all’età moderna. Del

1236

è una

pila da

fontana

con un’iscrizione riferita diret-

tamente al monastero.

Fra le

opere sacre

, spicca la

capsella

per reliquie in argento

del VI-VII seco-

lo con decorazioni di animali allegorici

di ispirazione bizantina. L’allestimen-

to ripropone le cerimonie della liturgia

monastica, che si svolgeva con caratteri

di particolare solennità. L’esposizione ri-

chiama il rito della Messa, l’altare mag-

giore di gusto barocco, il paliotto, i vasi

sacri e le cartegloria. La ricostruzione è

completata dal crocifisso, dai candelie-

ri, dai reliquiari e dall’elegante

ciborio

quattrocentesco

, attribuito ad Antonio

del Rossellino (1427-1479 circa) e alla

sua bottega. Esso fu forse commissio-

nato da Carlo de’ Medici, cui è dovuta la

ricostruzione dell’edificio monastico e

del chiostro. Dei suggestivi riti che i mo-

naci celebravano restano oggi un libret-

to delle liturgie manoscritto, una perga-

mena del XIII secolo e splendide edizioni

seicentesche.

Il percorso espositivo comprende an-

che l’antica

camera da letto dell’abate

,

da cui si accede a due piccoli ambienti:

la

cappella

e lo

scrittoio

(o studiolo). Il

tema dominante è quello della religio-

sità popolare e della processione in cui

il sentimento dei fedeli trovava uno dei

momenti di più vasta partecipazione. La

cappella, realizzata nel 1756 e solenne-

mente consacrata, fu nuovamente de-

corata con stucchi e pitture murali nel

1776. Qui l’abate del monastero cele-

brava privatamente la sua Messa quoti-

diana, mentre lo studiolo è decorato con

paesaggi d’invenzione

e

trompe l’oeil

settecenteschi.

Il Museo della Badia di Vaiano fa parte

dell’Associazione Nazionale Case della

Memoria come dimora dello scrittore

Agnolo Firenzuola insieme alla Villa del

Mulinaccio, sempre a Vaiano, casa del

navigatore Filippo Sassetti, e la casa na-

tale dello scultore Lorenzo Bartolini a

Savignano.

Orario

Sabato 16-19

Domenica 10-12 /16-19.