Il progetto è nato dalla stretta collaborazione di sette musei appartenenti ad ambiti culturali decisamente diversi tra loro, situati nel territorio provinciale di Prato e nel capoluogo, ed è nato con la finalità di facilitare l’accesso ai musei per il maggior numero di studenti tramite l’offerta del trasporto gratuito.

E’ stato possibile metterlo in atto grazie ai contributi della Regione Toscana e della Provincia di Prato, erogati nell’ambito del Piano Integrato della Cultura 2013, al cofinanziamento dei Musei e degli Enti da cui essi dipendono (Comuni di Carmignano, Poggio a Caiano, Prato, Vaiano, Vernio), all’azione di coordinamento svolta dalla Provincia e alla collaborazione dell’Ufficio di promozione turistica di Prato.

I sette musei coinvolti nella sua realizzazione sono il Museo della Deportazione e Resistenza,  il Museo di Scienze Planetarie, il Centro di Scienze Naturali di Prato, il Museo Archeologico “F. Nicosia” di Artimino (Carmignano), il Museo Soffici e del Novecento italiano di Poggio a Caiano, il Museo della Badia di Vaiano e il MUMAT – Museo delle macchine tessili di Vernio.

Il progetto ha raggiunto pienamente il suo obiettivo e l’iniziativa ha avuto un grandissimo successo.

Oltre 8.000 sono stati gli studenti che hanno visitato uno dei sette Musei.

Le scuole coinvolte provengono per l’81% dalla provincia di Prato, il 12% da quella di Pistoia, il 7% dalla provincia di Firenze, e – in questi ultimi casi –  giungono lo più dai comuni limitrofi al territorio pratese.

La maggior parte – il 58% – appartiene alla scuola primaria, il 31% alla scuola secondaria di I grado e solo il 4% alla scuola secondaria di secondo grado. Una percentuale modesta – il 7% – è riconducibile alla scuola materna, ma il dato risulta comunque interessante in senso positivo poiché questa fascia scolastica è stata coinvolta solo in un secondo tempo nel progetto, su richiesta di alcune insegnanti particolarmente sensibili. Pertanto la loro partecipazione è stata prevista a pieno titolo nel progetto 2014-2015.

La scelta del museo al quale condurre gli alunni trova spesso le sue ragioni nella maggiore aderenza ai programmi scolastici dei temi trattati dall’esposizione: è stato così per il 73% degli insegnanti che hanno compilato la scheda di rilevamento, o la vicinanza ai temi affrontati da un progetto specifico, che nel nostro caso ha interessato il 21% dei partecipanti.  Colpisce tuttavia la generale scarsa partecipazione degli istituti superiori, forse perché i ragazzi  privilegiano le grandi città o mete più lontane per le uscite e le gite scolastiche, o semplicemente perché le scuole hanno potuto o dovuto organizzarsi diversamente.

Infatti, entrando nello specifico dei singoli musei, si rileva che le scuole che hanno usufruito del trasporto gratuito appartengono al 100% alla scuola primaria per quanto riguarda i Musei di Artimino e Poggio a Caiano (anche se il campione è limitato),  che tuttavia sono stati comunque meta di alcune – anche se non numerose – classi della scuola secondaria superiore giunte al Museo autonomamente.

Ha predominato invece la partecipazione della scuola secondaria di I grado (90%), con un 10% della scuola secondaria di II grado, al Museo della Deportazione di Prato, e così pure al Museo della Badia di Vaiano (33% scuola secondaria di I grado, 67% scuola secondaria di II grado, anche se il campione è limitato).

Sebbene la scuola primaria sia stata la principale fruitrice del progetto per gli altri tre Musei, il loro pubblico è stato invece complessivamente più vario poiché probabilmente ha risposto alle esigenze didattiche di maggiori fasce d’età: al Museo di Scienze Planetarie il 58% degli utenti del progetto appartiene alla scuola primaria, il 22% alla scuola secondaria di I grado, il 13% alla scuola materna e il 7% agli istituti superiori (secondaria di II grado); al Centro di Scienze naturali di Galceti il 70% appartiene alla primaria, il 18% alla secondaria di I primo grado e il 12% alla scuola materna; infine al Mumat di Vernio il 53% delle presenze proviene dalla scuola primaria, il 36% dalla secondaria di I grado, l’11% dalle materne.

Le classi coinvolte sono state 340 e, sulla base di quanto è emerso dai questionari compilati dagli insegnanti, il 68 % di esse non avrebbe avuto la possibilità di visitare ugualmente il museo prescelto senza la disponibilità dell’autobus gratuito.

Le schede di rilevamento per l’analisi del pubblico e il gradimento dell’iniziativa effettivamente compilate sono stati 237, ma in molti casi un solo insegnante ha riempito il questionario per le due classi che hanno raggiunto il museo congiuntamente,  usufruendo di un unico viaggio dell’autobus al fine di ottimizzare le risorse disponibili.

Tra i docenti che hanno compilato i questionari, poco più della metà (51%) aveva già visitato il museo prescelto, mentre per l’altra metà (49%) è stata una nuova occasione di conoscenza anche a livello personale. Inoltre, tra quelli che già conoscevano il museo, è significativo che il 70% aveva avuto occasione di visitarlo con altre classi, il 10% con la famiglia, il 7% con amici.

In ogni caso appare che la maggior parte aveva visitato per la prima volta il museo prescelto per motivi di studio o di interesse professionale (40%), mentre il 20% per un interesse specifico rivestito dalla raccolta,  l’11% in occasione di una mostra o di una particolare iniziativa.

Come l’insegnate è venuto a conoscenza del museo e del progetto “Ti porto al museo?”?

Il 41% dichiara che conosceva il museo da tempo, ma il restante 59% ha fornito le seguenti risposte:

il 20% ne è venuto a conoscenza tramite un pieghevole e/o una locandina pubblicitaria, che dunque continuano ad essere il miglior sistema di promozione, il 10% l’ha conosciuto tramite una pubblicazione/una guida, l’8% soltanto tramite internet e il 7% dal passa parola di amici e parenti.

Il miglior veicolo di promozione del progetto presso le insegnanti si confermano essere il depliant e/o la locandina (42%) spediti alle scuole, mentre solo il 24% ricorda di averne preso visione tramite una circolare scolastica/offerta formativa della scuola. Il 34% invece ha indicato altri canali, soprattutto il passa parola tra colleghi o la presentazione di progetti didattici, ma comunque sempre nell’ambito della scuola, e inoltre internet, mail, articolo a stampa, direttamente dai musei coinvolti e, in un caso, tramite un programma del comune di Firenze.

I dati tuttavia non sono chiaramente valutabili poiché la domanda prevedeva una risposta libera, spesso non unicamente interpretabile, o con risposte che si sovrappongono (vedi per es. le risposte: tramite un volantino, tramite un depliant a scuola, tramite la scuola, tramite una circolare a scuola, tramite progetti della scuola). Per questo motivo sarà variato il questionario da sottoporre alle insegnanti nel 2014.

Pieno apprezzamento è emerso prima di tutto per l’iniziativa, per la facilità di prenotazione – pur dovendo compilare una scheda di preiscrizione e una scheda di prenotazione, come da regolamento – solo il 2% contro il 98% ha trovato una qualche difficoltà.

Il 69% ha avuto una visita guidata didattica, il 31% ha partecipato ad un laboratorio didattico, e tutti ne hanno riparlato in classe, favorendo così l’assimilazione dei dati acquisiti e probabilmente un ricordo proiettato nel tempo.

Un apprezzamento deciso è emerso anche per la qualità dei musei e dell’offerta didattica nel suo complesso:

per i temi affrontati (solo l’1% delle insegnanti li ha trovato troppo complessi, mentre per il 99% sono stati adeguati),

per la capacità comunicativa degli operatori (il 75% l’ha giudicata ottima, il 23% buona, solo il 2% sufficiente),

per il linguaggio utilizzato (adeguato per il 99%, troppo complesso solo per l’1%),

per la durata (adeguata per il 96%, troppo breve per il 3%, troppo lunga  solo per l’1%),

per l’offerta didattica,  decisamente soddisfacente per l’87%,

per la cortesia e la competenza del personale (molto soddisfacente per il 95%, abbastanza soddisfacente per il 5%), spesso ricordato anche nei lavori prodotti dalle classi per la mostra alla conclusione del progetto,

per l’allestimento dei musei (molto soddisfacente per il 70%, abbastanza per il 28%, poco soddisfacente solo per il 2%).

Nel complesso, il grado di soddisfazione nei docenti è stato decisamente buono (molto per l’86%, abbastanza per il 14%), ma anche quello dei ragazzi (molto per l’81%, abbastanza per il 19%).

Infine, benché i materiali informativi messi a disposizione dai musei abbiano riscosso la piena soddisfazione per il 66% dei docenti (molto soddisfatti), possono ancora essere migliorati (si ritiene abbastanza soddisfatto il 33%, e poco soddisfatto l’1%) e va ancora migliorata la segnaletica relativa ai musei, molto efficace per il 57%, abbastanza per il 39%, poco per il 4%.

Centro di Scienze Naturali di Prato               

Museo Archeologico di Artimino “F. Nicosia”

Museo “Ardengo Soffici” e del Novecento italiano di Poggio a Caiano

Museo della Badia di Vaiano

Museo della Deportazione e della Resistenza di Prato

Museo delle Macchine Tessili – MUMAT di Vernio

Museo di Scienze Planetarie di Prato

Provincia di Prato – Settore cultura

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Analisi Pubblico Edizione 2013-2014

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