curatori e amministratori Ti Porto al MuseoDa Prato agli Urali. Otto musei della provincia di Prato alla scoperta degli intrecci di storie fra Italia e Russia attraverso i capolavori del Museo di Orenburg

Prato, 8 maggio 2018 – Otto musei, una rete di realtà culturali che per la prima volta promuove una mostra diffusa sul territorio sulla metrica della scoperta e della conoscenza, partendo da una suggestione che arriva da lontano, quella degli Scialli di Orenburg, famosi non solo in Russia per la loro impalpabile e delicata leggerezza.

Intrecci di storie da Prato agli Urali - Gli scialli di Orenburg è il titolo generale dell’esposizione, nata da un’idea di Adriano Rigoli, che coinvolge tutte le realtà della rete Ti porto al Museo, dislocate lungo il territorio provinciale.

La mostra e gli eventi ad essa collegati sono stati presentati questa mattina a Palazzo Buonamici dai direttori e curatori degli musei della rete, in particolare c’erano Adriano Rigoli, Serafina Carpino, Daniela Faggi e Sergio La Porta, dal sindaco di Poggio a Caiano Marco Martini, dagli assessori di Vernio Maria Lucarini e di Carmignano Stella Spinelli, e dalla presidente del Museo della Deportazione Aurora Castellani. Presenti anche il preside del liceo artistico Brunelleschi Tiziano Pierucci, con la docente Laura Longhi e il coordinatore dell’orchestra del liceo musicale Cicognini-Rodari Raffaele Scalise.

Otto saranno anche le installazioni che i singoli musei – Mumat di Vernio, Museo della Badia di Vaiano, Museo della Deportazione e Resistenza, Casa Museo Leonetto Tintori, Fondazione Parsec con Centro di Scienze naturali e Museo di Scienze planetarie, Museo Soffici di Poggio e Museo archeologico di Artimino – allestiranno nelle proprie sedi, aperte fino al 22 luglio. In ognuna di esse il tema dei preziosi scialli assume un senso diverso, declinato sulle diverse peculiarità espresse dal museo che li ospita, con l’obiettivo di mettere in comunicazione territori, discipline, spazi e identità attraverso lo scambio e la circolazione di temi, eventi e pubblico.

“Il filo leggerissimo di questi scialli è stato per noi l’occasione di collaborare con il Museo di Belle Arti russo e di inaugurare per la prima volta una mostra diffusa e coordinata – ha spiegato Rigoli – La sapiente arte della lana delle donne russe, gli scialli ancora oggi sono tutti fatti a mano, naturalmente congeniale al nostro territorio è stata declinata da ogni museo con allestimenti originali con un percorso che li valorizza”.

“Diffusione culturale, circolarità di temi fra i Comuni e anche spinta a fare ricerca, a riscoprire temi, oggetti, documenti che arricchiscono le collezioni e le identità dei nostri musei”, hanno aggiunto gli amministratori, mentre le scuole hanno sottolineato l’opportunità offerta agli studenti, anche dal punto di vista interculturale.

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Intrecci di storie sarà inaugurata però proprio a Palazzo Buonamici con un unico evento sabato 12 maggio alle 16.30. La rete Ti porto al museo, con l’aiuto di tre scuole superiori della provincia, ha organizzato un pomeriggio che inizierà con  una sfilata di cui saranno protagoniste le studentesse del Liceo artistico Brunelleschi di Montemurlo, che indosseranno gli scialli tradizionali di Orenburg e le creazioni di due aziende pratesi, Lanificio Bisentino e Pooltrend. Il liceo musicale Cicognini-Rodari chiuderà invece l’inaugurazione con un concerto, mentre l’Istituto alberghiero Datini si farà carico dell’accoglienza degli ospiti.

L’esposizione diffusa, realizzata con il sostegno della Regione Toscana, con il patrocinio dela Provincia e dei Comuni di Prato, Carmignano, Poggio a Caiano, Vaiano e Vernio e la collaborazione del Polo museale della Toscana e del Museo Archeologico Nazionale di Firenze per il prestito dei reperti, dà il via a tanti e diversi viaggi fra cultura, scienza, archeologia e arte, costruendo un intreccio di storie fra Italia e Russia.

Il futurismo di Soffici e la mirabile fattura di una ragnatela, la storia dei partigiani russi di Figline e la conquista dello spazio di Gagarin, le gualchiere medievali dei monaci e i restauri nella reggia della Grande Caterina, la filatura e la tessitura nel mondo etrusco e la lana degli appenini, un ventaglio di saperi e di contaminazioni che costruiscono un affascinante percorso, ispirato dalla suggestiva leggerezza dei capolavori russi.

Gli scialli, esposti grazie alla disponibilità del Museo di Belle Arti di Orenburg che ne possiede una collezione unica e di fama mondiale, sono famosi per la loro estrema leggerezza unita alla capacità di proteggere dal freddo. La mostra vede la collaborazione dell’associazione Italia-Russia di Firenze e dell’associazione nazionale Case della Memoria, oltre al patrocinio del Comitato internazionale per i musei letterari ICLM.

INTRECCI DI STORIEMuMat (4)

13 maggio – 22 luglio 2018

MUSEO MUMAT - Trame da molto lontano

La storia del filo di lana dall’Appenino tosco-emiliano agli Urali meridionali. Un delicato intreccio che unisce due culture molto lontane, ma accomunate dalla realizzazione e produzione di tessuti e capolavori di lana pregiati in tutto il mondo

MUSEO DELLA BADIA DI VAIANO – Nell’armadio dell’Abate

Alla Badia di Vaiano sono state ritrovate tre vasche della fine del XIII-inizio XIV secolo, appartenenti alla gualchiera del monastero, che servivano per la finitura, il lavaggio e la tintura dei tessuti di lana. Siamo alle origini dell’arte della lana pratese. Da qui il parallelo fra la tradizione russa e gli abiti dei monaci di Vaiano. Nel 25esimo anniversario dell’inaugurazione del Museo della Badia di Vaiano.

Tintori (1)CASA-MUSEO TINTORI– Trame d’arte. Immagina un restauro

Il restauro che Leonetto Tintori avrebbe potuto fare in Russia. Gianmarco Piacenti, ex collaboratore di Tintori ha restaurato in Russia monumenti lignei dell’Isola di Kizhi in Karelia, la Cattedrale del Monastero della Resurrezione vicino Mosca e la reggia di Caterina la grande a Tsarkoje Selo vicino a San Pietroburgo

MUSEO DELLA DEPORTAZIONE – I partigiani russi nella resistenza prateseDeportazione

Il legame fra la Russia e Prato ha un capitolo poco conosciuto, quello dei numerosi fuoriusciti dall’esercito tedesco di nazionalità sovietica che si unirono alla Resistenza italiana. A Prato due di essi furono tra i 29 partigiani impiccati il 6 settembre 1944 in località Figline per mano di un’unità della Wehrmacht in ritirata

CSN FONDAZIONE PARSEC – Sul filo di una ragnatela

CSN (3)La lavorazione degli scialli di Orenburg in Russia è detta anche Pautinka (ragnatela). Morbidezza, elasticità, resistenza e un filo molto sottile sono in effetti le caratteristiche della tela del ragno, che sarà il tema guida dell’allestimento

MUSEO SCIENZE PLANETARIE FONDAZIONE PARSEC – Con gli occhi al cieloMSP (8)

La Russia e lo spazio: la storia di Jurij Gagarin, il primo essere umano a orbitare intorno alla Terra e le meteoriti cadute sul territorio russo, come il bolide esploso in atmosfera nel 2013 sulle pendici orientali degli Urali

MUSEO SOFFICI – Aissa, la russa dal naso lunghetto

Soffici (2)È una liaison sentimentale quella che unisce la Russia all’arte di Ardengo Soffici. Al centro dell’allestimento dipinti di Alexandra Exter e di Soffici del periodo futurista. Alexandra, Aissa per Soffici, fu pittrice e scenografa e sua amante; un rapporto affettuoso e intenso, testimoniato anche dal carteggio fra Soffici e lo scrittore Giovanni Papini

MUSEO ARCHEOLOGICO DI ARTIMINO – Trame d’antico

Filare e tessere nel mondo etrusco erano l’emblema della donna, tra le mura domestiche e nella società. Per questo l’attrezzatura era deposta tra gli oggetti di corredo delle sepolture femminili. Ad Artimino per Artimino (3)l’occasione sono esposti un prestigioso set da lavoro da Marsiliana, insieme ad altri monili e strumenti del mondo femminile. Si ringraziano per la collaborazione il Polo Museale della Toscana e il Museo Archeologico Nazionale di Firenze, prestatori dei reperti esposti

Il Museo di Belle Arti di Orenburg

Il Museo regionale di Belle Arti di Orenburg vanta uno straordinario patrimonio di dipinti, in particolare la collezione delle opere di Lukian Vasilievich Popov (1873-1914), ma nel 2012 ha aperto uno spazio espositivo dedicato ad un allestimento unico, di fama mondiale, per gli Scialli di Orenburg.

Inaugurato nel 1961, il museo è allestito in un edificio dei primi dell’Ottocento, progettato dall’architetto Michael Malakhov e oggi è sotto la direzione d Yuriy E. Komlev. Raccoglie opere di arte antica, russa, sovietica e dell’Europa occidentale dalla fine del XVI secolo ad oggi. Alle collezioni, che comprendono pittura, disegno, scultura, arte e artigianato, si aggiungono spazi dedicati ad esposizioni di arti e mestieri russi.

L’arte russa del XIX secolo, significativo il posto occupato dagli artisti di Orenburg, è rappresentata da vari generi. Tra le opere ci sono i capolavori di Aivazovsky, Lagorio, Savrasova, Dubovsky, Makovsky, Polenov, Malyavina.

Gli scialli di Orenburg

Un capolavoro di artigianato realizzato con una delle lane più sottili al mondo, seguendo la lavorazione che 250 anni fa le donne cosacche, esperte nell’arte della maglia e del ricamo, utilizzarono per confezionare capi d’abbigliamento con il pelo delle capre che pascolano le steppe degli Urali.

I caratteristici scialli di Orenburg, usati per proteggersi dal freddo in climi estremamente rigidi, nascono da sottilissimi fili lavorati a merletto, che danno vita a mantelli chiamati “Pautinka” (ragnatela).

Il segreto di questi capi, oggi patrimonio della tradizione culturale russa, è nella qualità unica della lana, 4 volte più sottile di un capello, tanto da confezionare scialli che passano attraverso un anello nuziale. La lunga e laboriosa lavorazione è un’arte tramandata di madre in figlia, tanto che ogni famiglia aveva il proprio decoro ed esistono più di 100 variazioni di trame.

Orenburg è il capoluogo della regione di Orenburjskya, situata in prossimità della catena montuosa degli Urali meridionali a circa 1.230 km da Mosca, vicino al confine con il Kazakistan.