Modellino della capsula spaziale VostokPrato, 30 maggio 2018 – Con gli occhi al cielo, dallo spazio alla Terra è il titolo dell’allestimento che il Museo di Scienze planetarie dedica alla conquista dello spazio russa e agli spettacolari impatti di meteoriti verificatesi in Russia e in particolare proprio nella zona degli Urali.

La mostra, aperta fino al 22 luglio, è inserita nella cornice di Intrecci di storie, il progetto della rete Ti porto al Museo che interpreta la suggestione degli Scialli di Orenburg con 8 diversi allestimenti negli altrettanti musei del territorio provinciale.

L’approfondimento del Museo di Scienze planetarie parte da Vostok 1, la prima missione spaziale in assoluto con equipaggio umano, partita il 12 aprile 1961 con a bordo il cosmonauta russo Jurij Alekseevič Gagarin, che divenne il primo essere umano a orbitare intorno alla Terra. Gagarin si era diplomato all’Accademia aeronautica sovietica di Orenburg e venne poi scelto per l’addestramento con l’obiettivo di diventare astronauta.

Il suo volo intorno alla terra durò 88 minuti. All’atterraggio migliaia di russi lo attendevano e la sua impresa ebbe una grande eco in tutto il mondo. Il volo di Gagarin spalancò dunque la porta verso un mondo totalmente nuovo: il cosmo.

Nei pannelli del MSP c’è anche la storia del bolide di Chelyabinsk, che entrò nell’atmosfera terrestre il 15 febbraio del 2013. La discesa del bolide, 20 metri di diametro e una velocità di circa 20 chilometri orari, venne vista come una meteora, più brillante del Sole, dai distretti di Chelyabinsk, Kurgan, Sverdlovsk, Tyumen, e Orenburg, dalla Repubblica di Bashkortostan, e dalle regioni vicine in Kazakhstan. Il meteoroide esplose a circa 30 km di altezza dal suolo, producendo una nube di polvere e gas, una pioggia di meteoriti e una grande onda d’urto che distrusse numerose finestre a Chelyabinsk. I vetri rotti ferirono circa 1500 persone.